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La Masseria Tumino

a cura di Alessandro D'Amato

 

 

 

La Masseria Tumino si trova sulla sommità di un'altura localizzata in contrada Castiglione,tra Comiso e Ragusa. La zona in cui sorge è di forte interesse archeologico infatti tra il 1969 e il 1971 per conto dell soprintendenza alle antichità per la sicilia orientale e sotto la direzione di Paola Pelegatti furono effettuati degli scavi che portarono alla luce dei reperti di enorme interesse. Uno dei reperti riportati alla luce fu il Guerriero di Castiglione una scultura in pietra dell'età arcaica, epoca in cui la popolazione indigena di Castiglione fu ellenizzata.

La Masseria Tumino si compone, originariamente, di:

  • Villa padronale;
  • Abitazione rurale;
  • Cortile;
  • Stalla;
  • Porcile;
  • Pollaio;
  • Locali per la lavorazione del latte;
  • Magazzini;
  • Orto.

Dopo diversi proprietari e successioni del bene immobile, tra cui i più recenti i Tumino, nel 1967 l'immobile viene acquistato dall'Ente Provinciale per il Turismo di Ragusa e con nota della Soprintendenza di Siracusa viene posto il vincolo di tutela archeologica sull'intera area. 

Cos'è una Masseria

Secondo il significato riportato dal vocabolario di lingua italiana, la masseria è  un'azienda rurale diretta da un contadino (massaro) in base a un contratto di cosidetta "colonia parziale", vale a dire un contratto di sfruttamento dei fondi rustici per il quale il proprietario lo affitta a chi si obblighi a coltivarlo col patto di dividerne i prodotti agricoli.

Cenni Storici

La nascita delle masserie risale all'epoca della "colonizzazione baronale" di vaste aree interne, abbandonate e incolte, del meridione d'Italia, essa avvenne tra il XVI e il XVIII secolo quando la Spagna iniziò a concedere alle aristocrazie del sud italia la cosidetta "licenza di ripopolamento".

Le masserie sono sempre state legate alla struttura economica del latifondo in quanto era quella grande proprietà terriera in grado di alimentare le rendite dei ceti aristocratici e alto-borghesi.

Le masserie erano quindi delle grandi aziende agricole abitate, spesso anche dai proprietari terrieri, la cui grande costruzione rurale comprendeva anche gli alloggi dei contadini, le stalle, i depositi per foraggi e raccolti.

Tra il XIX e XX secolo la fine della realtà latifondistica e la progressiva modernizzazione del contesto agricolo comportano la riduzione dei campi e la mutazione architettonica e gestionale  della masseria. Si sviluppa così una forma di gestione capitalistica delle masserie, le quali devono possedere determinate caratteristiche:

  • posizionamento sull'altipiano: la masseria dell'ottocento si converte all'allevamento , le pendenze dell'altopiano agevolano il pascolo.
  • vicinanze alle vie di comunicazione
  • costruzioni fortificate
  • corti multiple
  • presenza della casa padronale

In particolare la casa padronale è distinta dai diversi corpi di fabbrica o come edificio a sè stante oppure sopraelevato rispetto agli altri corpi. In tal senso, la posizione assume una forma di gerarchizzazione, sia per la sua posizione sopraelevata che per quanto riguarda il volume degli elementi.

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, le masserie subendo ulteriori cambiamenti architettonici si elevano al rango di vere e proprie ville, rappresentando veri e propri luoghi di villeggiatura dell'aristocrazia e dell'alta borghesia locale.

 

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